Angelo Greco
Fantasmi del cantiere, fotografia 10 di 15

Reportage · Pozzuoli · colore

Fantasmi del cantiere

Cantieri abbandonati di Pozzuoli: polvere, memoria operaia e archeologia industriale

La storia di questo cantiere risale al 1885, quando la società britannica Sir W.G. Armstrong & Co. decise di creare in Italia un proprio impianto industriale. Difficile fare una stima esatta di quante persone abbiano lavorato in questi stabilimenti, ma si può ipotizzare che il massimo dell’occupazione sia stato raggiunto tra gli anni ’60 e ’70, con oltre 2.000 impiegati. Generazioni di famiglie dipendevano direttamente o indirettamente dallo stabilimento. Non è né sbagliato né esagerato dire che questa fabbrica ha segnato la storia di Pozzuoli e dei Campi Flegrei, economicamente, socialmente e politicamente, trasformando una società rurale e dedita alla pesca in una nuova società operaia.

La storia del “Cantiere di Pozzuoli” finisce nel 2003, quando gli ultimi operai presenti nella struttura, meno di 300, vennero dislocati altrove e i cancelli chiusero definitivamente. Nella storia ultracentenaria di questo complesso industriale non può essere omessa una triste pagina fatta di malattia e morte. In centinaia, infatti, furono gli operai che, lavorando lastre di amianto, si ammalarono di tumore e altre gravi patologie polmonari; tanti di loro purtroppo morirono. Nel bene e nel male, quello che a Pozzuoli è sempre stato “’O Cantier” rimane parte integrante delle vicende flegree: un pezzo di storia che oggi, con le sue rovine, sembra un fantasma sulla città che ha perso la sua identità.

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La navata vuota dell'ex cantiere Sofer di Pozzuoli, tra pilastri e graffiti

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